Che cosa dire di un ospedale pubblico? Grazie!

ospedale

Un grazie di cuore per le cure ricevute presso l’Istituto Regina Elena- San Gallicano di Roma ed in particolare  al Dott. Franco Graziano; alle oncologhe del Day Hospital diretto dal Prof. Francesco Cognetti , Dott.ssa Cecilia Nisticò; Paola Malaguti e a tutto il personale infermieristico, alla Dott.ssa Agostinelli Giulia, psico-oncologa ed infine alla Dott.ssa Angela Ferrari dermatologa del San Gallicano.

Un pensiero di gratitudine per il mio senologo Dott. Raffaele Leuzzi, dalla cui tempestiva diagnosi tutto ha avuto inizio

Per un paziente oncologico o per un qualsiasi visitatore, percorrere per  la prima volta l’immenso ingresso dell’’Istituto Nazionale per la cura dei tumori Regina Elena ( IFO- San Gallicano) per poi, successivamente, entrare al suo interno, è  un’impresa scoraggiante.
Sì perché è come apprestarsi a scoprire percorsi  nuovi di una nuova città.  Per essere guidati a trovare gli innumerevoli reparti dell’ospedale e  dirigersi verso quello giusto, ci sono un’infinità di cartelloni e percorsi colorati segnati sulle pareti che servono a far raggiungere le decine di centri di cura presenti nell’Istituto.

Io sono una paziente che ormai non si perde più perché da tre anni ha percorso in lungo e largo corridoi, piani interrati, reparti, da quello oncologico a quello chemioterapico al radiologico al dermatologico e, per finire, il reparto di chirurgia plastica . Sembrerà demenziale ma oggi vivo questo Ospedale come la mia seconda casa perché è qui che sono stata curata e mi sono sentita accudita.

Posso dire di conoscere molto bene oltre la struttura  anche  molti dei medici, oncologi, radiologi, dermatologi , infermieri, impiegati a vario titolo e, per finire, l’edicolante ed i gestori del bar interno, che qui prestano la loro opera. Questa è una premessa necessaria perché, essendo arrivata al traguardo della completa guarigione, non posso non pensare con riconoscenza ed affetto a chi ha dedicato la sua opera per curarmi e farmi stare bene.

e ha reso addirittura piacevoli le visite di controllo e le sedute di chemioterapia, con altri il rapporto è rimasto molto formale ma mai ho avuto l’impressione di essere trascurata o vissuta con insofferenza. Ho ricevuto assistenza e cura da chirurghi, paramedici ed infermieri, anche recentemente, in occasione di un intervento, l’ultimo, di chirurgia ricostruttiva, e mai , mai ho ricevuto una risposta sgarbata o subito atteggiamenti di insofferenza.

Dico questo per sostenere che la sanità pubblica ha meriti che troppo spesso non le vengono riconosciuti : vi operano professionisiti che, in presenza di tagli alla sanità  spesso incomprensibili e la conseguente mancanza di mezzi, lavorano ottimamente,  attingendo ad energie personali,  alla loro professionalità e, perché no, all’amore verso il paziente  che molti  sanno trasmettere..

Queste poche righe vogliono essere un riconoscimento alla sanità pubblica di cui si parla troppo spesso solo per denunciare casi di malasanità spesso purtroppo reali, spingendo tanti pazienti  a vedere l’ospedale pubblico  come il male assoluto. Non è così ed io ,purtroppo, ho titolo per testimoniare che meglio di come sono stata curata presso l’Ospedale Ifo Regina Elena, non lo sarei stata nemmeno nelle migliori strutture private.