Il piatto sano e sostenibile

piatto

Un tumore in genere origina quando i danni a carico del DNA determinano una moltiplicazione incontrollata delle cellule.
L’alimentazione può influenzare l’insorgenza del tumore modificando l’ambiente interno dell’organismo che promuove ed attiva sostanze od ormoni che favoriscono il tumore e la sua progressione.
Le analisi geografiche di incidenza e studi su animali dimostrano che la dieta ipercalorica e iperlipidica con grassi saturi e proteine potrebbe essere un fattore di alto rischio. C’è da ritenere che l’alimentazione favorisca l’insorgenza di alcuni tumori sia attraverso l’uso di conservanti e l’introduzione dei cancerogeni come le amine eterocicliche che si formano nella cottura della carne, sia attraverso l’influenza della dieta sul metabolismo di ormoni sessuali, in particolare il testosterone, e sul metabolismo dei fattori di crescita legati all’insulina (Igf-1). L’insulina stessa determina una iperproduzione di testosterone da parte dell’ovaio. Il testosterone stimola la proliferazione cellulare. Gli studi dimostrano che dopo la menopausa condizioni di sovrappeso ed obesità determinano un maggior rischio di tumore della mammella, superiore al 30%. 
L’alimentazione favorisce l’insorgenza del tumore modificando il quadro ormonale e attraverso la presenza di sostanze cancerogene presenti nei cibi o derivanti dalla cottura, in particolare di carne ed amidi.
I tumori, ivi compreso quello della mammella,  sono per lo più di origine ambientale e alimentare e la prevenzione dovrebbe cominciare a tavola.

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Dagli anni ’60 ad oggi il consumo di carne è cresciuto del 180%.
Ne mangiamo 95kg a testa ogni anno, nessun cibo ha il costo ambientale della carne,ogni kg di manzo richiede 15.000 litri d’acqua.L’allevamento degli animali rappresenta sul totale delle emissioni serra una percentuale che va dal 14 al 18%.

Costo ambientale della carne:

> Consumo di acqua e suolo
> Emissioni gas serra
> Dispendio di energia

Il cibo sostenibile deriva da una agricoltura sostenibile i cui vantaggi sono:

> Meno pesticidi più terreni fertili
> Meno fertilizzanti più suolo
> Meno inquinanti più verde
> Meno gas serra più acqua pulita
> Meno trasporti
> Meno cemento

La carne ed i grassi saturi sono sostanze ossidanti che attaccano la membrana cellulare aumentando il rischio che il DNA delle cellule muti.L’eccessivo consumo di carne e di grassi animali è dannoso per la salute aumentando l’incidenza del cancro dell’intestino e della mammella. I grassi saturi producono una grande quantità di radicali liberi danneggiando le cellule. La diffusione dei grassi idrogenati nei prodotti industriali va spesso di pari passo con quella dell’olio di palma. Margarine, merendine alla crema, piatti pronti già conditi, surgelati e prodotti da forno di vario tipo possono contenerne.La diffusione dei cibi carichi di zuccheri e olio di palma è capillare. I distributori automatici nelle scuole e negli ospedali ne sono pieni.

La loro presenza è sempre indicata in etichetta, quindi è sufficiente porre attenzione a ciò che si acquista per fare in modo di evitarli il più possibile. I rischi per la salute relativi ai grassi idrogenati sono legati alla loro capacità di aumentare i livelli del colesterolo LDL e di diminuire quelli del colesterolo HDL, considerato “buono

Gli zuccheri raffinati(saccarosio e dolciumi) innalzano la glicemia provocando picchi di insulina e di Igf1,due ormoni che stimolano la proliferazione cellulare.

Consigli per una corretta alimentazione:

> RIDURRE LE CALORIE
> RIDURRE I CIBI RAFFINATI
> RIDURRE IL CONSUMO DI CARNE
> EVITARE LE CARNI CONSERVATE (carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel ecc)
> RIDURRE DOLCI E ZUCCHERI RAFFINATI
> RIDURRE I SUPERALCOLOCI
> AUMENTARE IL CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA
> AUMENTARE IL CONSUMO DI LEGUMI E CEREALI NON RAFFINATI
> AUMENTARE IL CONSUMO DI PESCE AZZURRO (sarde,acciughe,sgombro.palamita…)
> EVITARE IL CONSUMO DI BEVANDE ZUCCHERATE

Alcuni alimenti sono ritenuti protettivi, li ricordiamo:

>Alghe
>Pomodori
>Spezie
>Probiotici
>Frutti di bosco
>Cavoli e broccoli
>Aglio e cipolla
>Funghi
>Pesce azzurro e salmone
>Arance
>Thè verde
>Vino rosso
>Cioccolato

Mangiare verdura ed in particolare le verdure a foglia come insalata, spinaci, bietola, riduce il rischio di sviluppare il tumore al seno ed all’intestino. E’ il risultato dello studio EPIC (European Prospective Investigation Into Cancer and Nutrition Study), uno studio europeo in cui l’Italia partecipa attraverso l’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica di Firenze. In particolare i ricercatori italiani hanno dimostrato che la comparsa o meno del tumore era da mettere in relazione al consumo di frutta e verdura.

Si conferma quindi, il ruolo fondamentale della corretta e sana alimentazione per contrastare in modo semplice il tumore mammario.  E’ stato evidenziato come, all’aumentare del consumo di tutte le verdure diminuisce il rischio di sviluppare un tumore.

Emerge che un ruolo importante lo svolgono le verdure a foglia, consumate sia cotte che crude. Ruolo protettivo lo svolgono anche altri ortaggi (peperoni ricchi di antiossidanti e vitamina C, melanzane, zucchine, fagiolini e carciofi), utilizzati soprattutto cotti e i pomodori crudi (licopene). Ricchi di sostanze benefiche sono anche i cavoli ed i broccoli. I cavoli, la verza, i broccoli, le albicocche, i semi di lino sono ricchi di lignami e legandosi ai recettori degli estrogeni impediscono la proliferazione delle cellule. I cavoli ed affini, inoltre, grazie ai loro composti solforati, sono sostanze detossificanti che favoriscono l’eliminazione delle sostanze tossiche.

Il ruolo protettivo deriva soprattutto dalle sostanze antiossidanti che non solo sono contenute nelle verdure ma anche nella frutta (resveratrolo presente nell’uva nera), negli agrumi (limonene), nelle fragole, nella curcuma (curry) ed inoltre in aglio e thè verde.

L’indicazione principale che deriva da tutti gli studi è quella di ridurre i grassi animali ed aumentare la presenza delle verdure e della frutta, con particolare attenzione alla varietà ed alla stagionalità.Frutta e verdure coltivate in serra sono ricche in fitofarmaci e poveri di antiossidanti(minerali e vitamine).

Il melograno, i lamponi, il ribes, le more ed i mirtilli, grazie all’acido ellagico, impediscono alle cellule tumorali di formare nuovi vasi, avendo inoltre proprietà antiossidanti. Il pesce azzurro, possibilmente di piccola taglia, è ricco di omega3 e ha meno inquinanti e metalli pesanti dei pesci di grossa taglia.
L’alimentazione dovrebbe essere sana, buona, pulita e con minor impatto ambientale, ma dobbiamo capire che oggi per salvarci ci dobbiamo salvare da soli.