Progetto Calabria.

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L’Associazione ledonnescelgono sviluppa attività di informazione, di sensibilizzazione sociale e coopera nella realizzazione di progetti finalizzati alla prevenzione primaria del tumore della mammella.
I problemi esistenziali, psicologici ed emotivi che comporta il tumore della mammella per le donne è molto pesante. Nonostante i progressi della diagnosi precoce sempre più attendibile e sofisticata, vedi tomosintesi, molto resta da fare per quanto riguarda la prevenzione primaria che ha come scopo agire sulle cause determinanti il cancro.

L’alimentazione ha un ruolo nella prevenzione. Le cellule tumorali si nutrono di glucosio, è importante quindi tener sotto controllo la glicemia evitando i cibi raffinati come la farina 00, le bevande zuccherate, i dolci, le barrette, le patatine evitando i cibi ad alto indice glicemico. L’impegno dell’Associazione è finalizzato al cambiamento delle abitudini alimentari errate verso una maggiore consapevolezza, allo scopo di prevenire il tumore al seno e diffondere la cultura del cibo buono, sano e sostenibile; facendo attenzione alla provenienza del cibo e alle sue modalità di coltivazione e produzione.

“Il cibo del Mediterraneo: il cibo da salvare per salvare la salute”
In Italia in particolare nel Sud, come in altri Paesi europei, la percezione dell’obesità infantile come problema di salute pubblica prioritario è abbastanza recente. Nella popolazione infantile la prevalenza del sovrappeso si stima al 15-20% con punte regionali fino al 34%. Il termine obesità, intesa come eccesso di grasso corporeo, è un termine diverso da sovrappeso, inteso come eccesso dì tessuto (non necessariamente adiposo) in relazione all’altezza. Di pari passo nel Sud si documenta un aumento delle malattie cronico degenerative quali il tumore e il diabete.

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La dieta mediterranea ha conservato tutta la sua validità nutrizionale, ma anche culturale ed è proprio per questo motivo che è stata definita nel 2010 patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco, purtroppo siamo noi che ne facciamo un cattivo uso non rispettando più le scelte alimentari indicate –le porzioni sono diventate troppo abbondanti, con eccesso di zuccheri a rapido assorbimento e grassi, limitiamo l’apporto di legumi e cereali che sono pure fonte di proteine oltre che di fibre, prediligendo cibi conservati, lavorati industrialmente, e adottando comportamenti sedentari. E’ importante incentivare i cittadini al consumo consapevole, di prodotti che rientrano nel concetto di Cibo Mediterraneo, molti studi medici ritengono  possano consentire un allungamento dell’aspettativa di vita,  sempre tenendo presente che il concetto di Alimentazione del mediterraneo non dev’essere confuso con quello di dieta intesa come privazione, costrizione, limitazione, ma stile di vita..

La salute di una persona è parte della salute di una comunità e della sua capacità di prendersi cura del proprio territorio, di se stessa e delle generazioni future. Non ci potrà essere prevenzione delle malattie se continueremo ad inquinare e a sprecare le risorse della terra producendo un cibo non sostenibile per la terra, per l’ambiente e dannoso per la salute.

I beni comuni sono indispensabili per la soddisfazione dei bisogni fondamentali delle persone. Parliamo di accesso all’acqua, al cibo, alla conoscenza, alla salute, alla tutela del paesaggio e del territorio.

La conoscenza e l’educazione del cittadino a una alimentazione buona, pulita  e giusta è anche educazione al rispetto dell’ambiente e della vita intera. Un investimento in prevenzione non è uno spreco, avrebbe enormi ricadute nel ridurre l’incidenza delle malattie sociali, da subito però bisogna creare un’alleanza produttori-consumatori. È importante ricordare che il nostro attuale sistema agricolo produce molto più cibo di quanto sia necessario per sfamare il pianeta. E’ necessario aumentare l’accesso al cibo sano. Aumentare la percentuale di agricoltura che utilizza metodi biologici e sostenibili non è una scelta, è una necessità. Non possiamo semplicemente continuare a produrre cibo industriale senza prenderci cura del nostro suolo, dell’acqua, della biodiversità e della nostra salute.

L’associazione “Le Donne Scelgono da anni affronta il delicato argomento del cambiamento delle abitudini alimentari per sostenere il ritorno alla cultura del cibo buono, sano e sostenibile, utile alla corretta prevenzione del tumore al seno e di altre gravi patologie come l’obesità. L’attenzione si concentra sui prodotti cardine della Dieta Mediterranea, olio, grano e vino, affinché il consumatore sia consapevole e impari a orientare la sua scelta sulla base di quegli standard qualitativi che favoriscono la salute e l’ambiente. L’Associazione da anni persegue l’obiettivo di aumentare i saperi per riscoprire salute e sapori e imparare a conoscere il cibo di qualità, il cibo agricolo dei piccoli produttori.

L’olio extravergine d’oliva e i cereali non raffinati sono elementi fondamentali per la salute e, come altri prodotti che dovrebbero entrare nella dieta quotidiana, hanno un impatto economico, sociale e culturale estremamente rilevante. In Calabria si stanno diffondendo, specialmente nel settore alimentare e enologico, prodotti di maggior carattere, sempre più sani e legati al territorio, grazie ad un uso crescente delle materie prime autoctone e identitarie.

In un Paese in cui assistiamo a tagli sociali in assenza di equità, al perdurare delle disparità uomo-donna, al saccheggio ambientale, ad un cibo che ci ammala, ad una disuguaglianza nell’accesso ai servizi sanitari. L’Associazione vuole adoperarsi affinché prevalga il primato dei diritti e degli interessi della comunità rispetto a quello dei singoli. Sentiamo l’obbligo di non lasciare sole le generazioni future. Non vi è giustizia senza solidarietà fra generazioni.  I rischi ambientali danneggiano la salute. Tutelare l’ambiente significa valorizzare il paesaggio cominciando a frenare il consumo dei terreni agricoli. Il degrado del territorio, del paesaggio, dell’ambiente si ripercuote sui terreni sempre più invasi da scorie velenose e illecite, sempre più inquinati da fertilizzanti e pesticidi con conseguenze sulla nostra salute, sull’economia dei piccoli produttori, sul patrimonio storico artistico e sulla qualità del cibo.

L’inquinamento è diffuso, i suoli, le coste ed i terreni sono pieni di cemento, assistiamo alla fine dell’agricoltura di qualità a vantaggio di un agroalimentare industriale che rende il cibo costoso, non sostenibile e non sano. Obiettivo è ridurre il consumo di suolo mettendo in sicurezza il territorio e favorire i livelli di occupazione investendo sui piccoli produttori: nulla protegge meglio il paesaggio come l’allevamento estensivo e l’agricoltura di qualità. Il cibo è stato ridotto con la globalizzazione e la sua omologazione ad avanspettacolo televisivo a pornofood in cui i chef stellati rigorosamente maschi si sono presi la scena e noi ridotti a clienti del cibo-merce in cui non conta l’ingrediente ma solo quello che c’è sopra al piatto o intorno al piatto. Siamo inseguiti da ricette e assediati da piatti concettuali sensoriali da gioielli e sfide culinarie. Ci sarebbe bisogno di una resistenza femminile ai fornelli riscoprendo sapori e saperi della tradizione per poter custodire e condividere i sapori della nonna. Ritrovare e valorizzare la dignità e il buono delle radici contadine è il punto da cui partire per recuperare antichi valori e sapori, buoni per l’ambiente e buoni per la salute.

E’ giunto il momento di fare qualcosa, il momento di cambiare, non possiamo continuare a distruggere l’ambiente ed i terreni agricoli che rappresentano un’eccellenza in nome di un progresso che inquina, ammala e impoverisce il Paese. Che senso ha stravolgere una economia agricola di un territorio destinato ad essere un volano per un turismo enogastronomico di qualità. Abbiamo perso contadini ed artigiani stiamo per perdere la nostra cultura, la nostra storia, il nostro cibo. La qualità dell’ambiente, il paesaggio, il territorio, il cibo sano, sono beni comuni da difendere e tutelare. Su queste tematiche e sul nesso causale tra ambiente, alimentazione e tumori l’associazione presenterà  proposte e progetti in collaborazione con associazioni, enti ed istituzioni scientifiche.

Il “bello” della Calabria resta sostanzialmente racchiuso nei centri storici e nei residui scorci del paesaggio tradizionaleL’abbandono e il distacco dai borghi ha significato dispersione di patrimoni storico-artistici, abbandono dell’agricoltura rurale, della pastorizia, e dell’artigianato con conseguenze devastanti sul consumo del suolo, sulla vivibilità, sul cibo e sulla bellezza del paesaggio. I borghi erano un modo diverso di vivere i luoghi basato sulla lentezza e fatto di solidarietà, di condivisione, di una società di relazioni. I borghi dovrebbero riprendersi il loro passato senza trasformarlo o stravolgerlo e con orgoglio donargli una nuova dignità. Proteggere questi luoghi, patrimonio d’inestimabile bellezza e valorizzare questi territori è un’urgenza civile e serve a proteggere il futuro. Viviamo il Paesaggio e il territorio come un Bene Comune da proteggere e valorizzare.

Il rispetto del paesaggio significa proteggere luoghi e territori, significa terreni puliti, cibo buono e sano, salvaguardia della salute. Terreni puliti si traduce in agricoltura sana, in cibo e vini più buoni più sani. Il cibo è alla base dell’obesità infantile e delle patologie a più alto tasso di mortalità (diabete, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, tumori). Il nesso causale tra alimentazione scorretta, stili di vita e malattie più diffuse è da molti studi ampiamente dimostrato, ma non bisogna solo cambiare abitudini alimentari facendo rivivere il cibo del mediterraneo, diventa importante conoscere qualità e provenienza degli alimenti di cui ci nutriamo malnutriamo, e dei vini che beviamo. Impariamo a conoscere il cibo di qualità, il cibo agricolo, il cibo che viene dalla terra. Ci saranno occasioni per incontrare medici, nutrizionisti e le persone che stanno dietro il cibo, artigiani del cibo, vignaioli, agricoltori, piccoli produttori e magari pescatori tentando di ricostruire un rapporto diretto tra chi mangia e chi produce, imparando storie e tradizioni. Bisogna ripartire dalla conoscenza e attraverso percorsi guidati riscoprire arte, architettura, cultura, enogastronomia e i piatti della tradizione locale.

L’Associazione intende realizzare un contenitore culturale che possa promuovere l’immagine, la storia e le tradizioni del Borgo di Fiumefreddo diffondendo il bene comune della conoscenza per stimolare una coscienza critica e un’identità non retorica, senza dimenticare ciò che questi luoghi sono stati e hanno rappresentato.
 La falsa modernità e un insensato modello di sviluppo ha determinato lo spopolamento di molti borghi. Il richiamo alle nostre responsabilità ci impone di preservare e custodire i borghi e ci inchioda al cambiamento, ricercando un modello di sviluppo locale e di turismo sostenibile in grado di rivitalizzare intere filiere. Aver cura dei borghi significa tutelare e valorizzare il patrimonio storico-artistico a fini, culturali, artigianali e residenziali, legando passato e futuro, saperi moderni e saperi antichi, storia e territorio, paesaggio rurale e bellezza, agricoltura sana e cibo agricolo. Il “modello dei borghi” dovrebbe assumere  le caratteristiche di un progetto di sviluppo locale di un’area vasta, intercomunale, regionale, multisettoriale. Aprendo la questione di chi debba “prendersi cura” dei borghi e rendendo meno perentoria la separazione tra cittadini e amministratori.

Si parte dalla conoscenza per diventare tutti più consapevoli recuperando valori identitari, culturali, legami con la bellezza del paesaggio e con l’enogastronomia vera e sana. Il cibo e il vino richiedono, il rispetto del lavoro di contadini e “artigiani”, la sostenibilità ambientale e sociale, l’accesso alle risorse comuni naturali (acqua e terra) e la nascita di un vero mercato parallelo, equo e solidale. Cibo e vino andrebbero scelti sulla base del rispetto della terra, della biodiversità e sulla passione dei piccoli produttori.

PROGETTO: Studio di intervento finalizzato alla divulgazione e educazione su stili di vita salutari nella lotta ai tumori più frequenti ( colon e mammella) e come contrasto al dilagare dell’obesità infantile in Calabria.

Il fine del programma di comunicazione scientifica è la promozione della salute attraverso la divulgazione di strumenti pratici per adattare le notizie e le informazioni che otteniamo dalla ricerca scientifica al modello di alimentazione quotidiana modificando i comportamenti non salutari . Ciò avverrà attraverso l’organizzazione di servizi per l’educazione alimentare (seminari, eventi e corsi), pubblicazioni, servizi editoriali e piattaforme social (app.,facebook, twitter etc.). Il progetto toccherà diverse tematiche e si propone anche la valorizzazione agro-eno-turistica con azioni di recupero funzionale e di produzione con il “Borgofood Festival”

 OBIETTIVI DEL PROGETTO:

  • Educare un vasto pubblico
  • Dare visibilità alle conoscenze scientifiche sul cibo del mediterraneo per una loro diffusione
  • Prefigurare e realizzare interventi di prevenzione primaria per contrastare le patologie più diffuse: tumori e obesità.

 
ATTIVITA’:

Seminario sul Paradosso contemporaneo: abbondanza , privazione e sprechi.

Corsi, convegni e seminari per pubblico generale sulle vie del cibo, le produzioni tipiche, le trasformazioni che ha subito il sistema e la diffusione dei prodotti da agricoltura sana.

Convegno sull’Antropologia del cibo. Un tema chiave sarà la storia del cibo mediterraneo che si intreccia con la storia dell’umanità, della sua agricoltura, delle migrazioni , delle relazioni commerciali, delle guerre tra le popolazioni, delle colonizzazioni e delle religioni, che giocano un ruolo importante sulle abitudini alimentari.

Aggiornamento operatori della nutrizione.

Redazione di materiale informativo su cibo e salute.

Corso di educazione nutrizionale rivolto a bambini e adulti con raccomandazioni sulla lettura delle etichette

Corsi di cucina mediterranea.